Ekmek kataifi
L’ekmek kataifi è un dolce greco a strati, con base croccante di pasta kataifi, crema e panna. Lo preparo quando voglio fare qualcosa di diverso dal solito, ma che posso organizzare con calma. È pratico perché si fa in anticipo e non richiede decorazioni o abilità particolari. Se ami i dolci al cucchiaio un po’ ricchi, è uno di quelli che funziona sempre, anche quando hai ospiti.

La prima volta che ho fatto l’ekmek kataifi ero convinta di dover bagnare tanto la base, e invece ho esagerato. Il sapore era buono, ma sotto era troppo morbido. È un errore comune, soprattutto se non si conosce bene questa pasta. Il consiglio che do sempre è semplice: aggiungi lo sciroppo piano piano e fermati prima di pensare “ancora un po’”. Meglio una base leggermente asciutta che una tutta inzuppata.

Ekmek kataifi
Equipment
- Teglia da forno
- Pentola
- Frusta
- Ciotola
- Forno
Ingredienti
- 400 g pasta kataifi
- 150 g burro fuso
- 300 g zucchero
- 300 ml acqua
- 1 limone scorza
- 1 l latte
- 3 uova
- 80 g amido di mais
- 80 g zucchero per la crema
- 400 ml panna fresca da montare
Istruzioni
- Sfila bene la pasta kataifi con le mani e sistemala nella teglia, poi aggiungi il burro fuso distribuendolo con calma, perché è importante che ogni filo sia leggermente unto così in forno diventa croccante in modo uniforme e non restano parti secche.
- Inforna la base di kataifi finché diventa dorata e ben croccante, controllando verso la fine, perché se scurisce troppo prende un sapore amaro e rovina l’equilibrio del dolce.
- Prepara lo sciroppo facendo bollire acqua, zucchero e scorza di limone, poi lascialo raffreddare leggermente, perché versarlo troppo caldo o tutto insieme rischia di rendere la base molle invece che compatta.
- Versa lo sciroppo poco alla volta sulla base appena sfornata, aspettando qualche secondo tra una colata e l’altra, così il kataifi assorbe bene senza inzupparsi troppo e mantiene una buona consistenza sotto.
- Prepara la crema scaldando il latte e unendo uova, zucchero e amido mescolando continuamente, perché se ti fermi anche solo un attimo rischi i grumi e una crema irregolare.
- Stendi la crema calda sopra la base bagnata livellandola bene, così aderisce meglio e non restano vuoti tra uno strato e l’altro quando il dolce si raffredda.
- Monta la panna fredda e distribuiscila sopra la crema solo quando questa è tiepida, perché se è troppo calda la panna si scioglie e perdi lo strato soffice finale.
- Metti l’ekmek kataifi in frigorifero per diverse ore, meglio tutta la notte, perché il riposo permette agli strati di assestarsi e al dolce di essere più facile da tagliare e servire.
Consigli
Con la pasta kataifi serve un attimo di attenzione in più, ma niente di complicato. Se non l’hai mai usata, può aiutare capire prima come lavorare la pasta kataifi, perché all’inizio sembra ingestibile e invece basta prenderci la mano. Io preparo sempre l’ekmek kataifi con qualche ora di anticipo, così gli strati si sistemano bene. Se vuoi approfondire, trovi anche una guida completa sulla pasta kataifi che uso spesso come riferimento.
È un dolce che arriva dalla tradizione greca, e se ti va di capire meglio da dove nasce l’ekmek kataifi puoi leggere anche la voce dedicata su Wikipedia.
Varianti
Se ti piace questo tipo di dolce, puoi provare anche i nidi dolci di kataifi, che sono più piccoli e comodi da servire. Un’altra preparazione interessante è la kataifi ricetta greca, diversa dall’ekmek ma sempre molto golosa. Io resto quasi sempre sulla versione classica, magari cambiando solo le proporzioni se lo voglio un po’ meno dolce.
Conservazione
L’ekmek kataifi si conserva in frigorifero per due o tre giorni, coperto bene. È perfetto da preparare il giorno prima, anzi secondo me il giorno dopo è ancora più buono. Evita di lasciarlo fuori dal frigo troppo a lungo, soprattutto con il caldo. Se ti stai chiedendo cos’è la pasta kataifi e come si comporta nel tempo, lì trovi una spiegazione semplice e utile.






