Quando preparo la pasta frolla per crostata, non è solo una ricetta: è un gesto familiare, quasi meditativo. È il tempo che mi prendo per rallentare, con la cucina silenziosa o la radio in sottofondo, lasciando le mani lavorare senza fretta.
Ricordo ancora la mia prima prova: pensavo fosse facile, avendola vista fare tante volte. In realtà, il risultato fu tutt’altro che perfetto – un impasto rigido, difficile da stendere, e che si sgretolava con facilità. Un’esperienza che mi ha insegnato molto.
Da lì ho capito che con la frolla bisogna andarci piano. Serve pazienza, non forza.

Come preparare la pasta frolla per crostata perfetta
All’inizio trattavo l’impasto come il pane: energia, forza, olio di gomito.
Errore clamoroso.
Con la frolla ho imparato che la delicatezza è tutto: toccarla poco, lavorarla in fretta, e mantenerla il più possibile al fresco. È un impasto che premia la pazienza, non la forza.
Quando ho smesso di voler controllare tutto, ha iniziato a venire meglio.
Oggi, quando preparo una crostata per la colazione del weekend, so già che non devo avere fretta. Se sono nervoso o di corsa, rimando. La frolla se ne accorge, sembra assurdo ma è così.
Ingredienti semplici, ma uno è più delicato degli altri
Per una crostata classica uso sempre queste dosi:
- 300 g di farina 00
- 150 g di burro freddo
- 130 g di zucchero
- 1 uovo intero
- scorza di limone
- un pizzico di sale
Il burro è l’ingrediente chiave. Se è troppo morbido, l’impasto perde struttura.
Io lo tiro fuori dal frigo all’ultimo momento e lo taglio a cubetti piccoli. Così si lavora meglio e non scalda subito.
La farina invece non va mai “aggiustata” con altra farina mentre impasti. Se l’impasto sembra appiccicoso, spesso è solo questione di aspettare il riposo.

Come preparo la pasta frolla per crostata (e perché faccio così)
Quando ho poco tempo uso la planetaria, ma solo per l’inizio.
Metto farina e burro nella ciotola e lavoro pochi secondi, giusto per ottenere un effetto sabbioso. Questo serve a rivestire il burro con la farina e mantenere la frolla friabile.
Poi aggiungo zucchero, uovo, scorza di limone e sale.
Appena l’impasto si compatta, spengo tutto. Non deve diventare liscio come una crema.
Lo trasferisco sul piano, lo compatto velocemente con le mani e lo avvolgo nella pellicola.
Riposo in frigo minimo 30 minuti. Qui non si scappa.
Se nel frattempo preparo altro, magari un piatto salato per il pranzo, mi organizzo. Spesso, mentre la frolla riposa, metto su qualcosa di semplice come la pasta e patate con provola: cucina di casa vera, senza stress.
Gli errori più comuni con la pasta frolla per crostata
Il mio errore più frequente è stato stendere la frolla troppo sottile.
Pensavo venisse più elegante. In realtà si rompeva e in cottura diventava secca.
Ora la stendo a circa mezzo centimetro. Sembra tanto, ma in forno tiene meglio e resta più morbida dentro.
Altro sbaglio: infarinare troppo il piano.
La farina in eccesso secca l’impasto. Per evitare di aggiungere troppa farina durante la stesura, preferisco lavorare l’impasto tra due fogli di carta da forno. Questo metodo mantiene la consistenza ideale e rende il trasferimento nella teglia più semplice.
Questo metodo lo uso anche quando preparo biscotti semplici o altri dolci rustici, come faccio quando voglio qualcosa da accompagnare al caffè, dopo piatti più sostanziosi tipo il gateau di patate.
Una variante che preparo spesso (senza dirlo a nessuno)
A volte sostituisco 50–80 g di farina 00 con farina integrale.
Non sempre, solo quando uso marmellate molto dolci. L’integrale bilancia e dà un gusto più “da forno di paese”.
Non è una ricetta ufficiale, ma a casa funziona.
La crostata viene un filo più rustica, perfetta per la colazione lenta della domenica.
Quando ho ospiti e preparo più cose, mi piace affiancarla a piatti completamente diversi, anche salati. Non c’entra nulla, ma è il bello della cucina di casa: magari una fetta di crostata dopo un’insalata fredda come questa insalata di pasta fredda sfiziosa ci sta più di quanto si pensi.
Valori nutrizionali (indicativi)
| Nutriente | Per fetta |
|---|---|
| Calorie | ~360 kcal |
| Grassi | ~20 g |
| Carboidrati | ~40 g |
| Proteine | ~6 g |
Non è un dolce leggero, inutile raccontarsela.
Io ne mangio una fetta piccola e sono soddisfatto. Meglio poco ma fatto bene.

Pasta frolla per crostata
Ingredienti
Attrezzatura
Metodo
- Taglia il burro freddo a cubetti e lavoralo velocemente con la farina fino a ottenere un composto sabbioso.
- Aggiungi lo zucchero, l’uovo, la scorza di limone e il sale.
- Impasta il minimo necessario, solo fino a quando il composto sta insieme.
- Forma un panetto, avvolgilo nella pellicola e lascialo riposare in frigo per almeno 30 minuti.
- Stendi la pasta frolla e usala per la tua crostata, farcendo a piacere.
Appunti
Domande che mi fanno spesso
Quali sono le dosi per la pasta frolla per crostata?
Il rapporto più usato è 2:1 tra farina e burro. Per una crostata standard io uso 300 g di farina e 150 g di burro, con un uovo e zucchero a piacere. Da lì puoi adattare in base al ripieno.
Come si prepara l’impasto della pasta frolla con la planetaria?
Uso la foglia e lavoro pochissimo. Prima burro e farina, poi il resto. Appena l’impasto sta insieme, mi fermo. Il riposo in frigo è fondamentale per ottenere una frolla che non si ritira.
Qual è il rapporto di farina e burro per la pasta frolla?
Il rapporto classico è due parti di farina e una di burro. È quello che garantisce una consistenza friabile ma stabile. Cambiandolo, la frolla diventa più dura o troppo fragile.
Conclusione, senza ricetta segreta
Per me la pasta frolla per crostata è una di quelle cose che non vengono mai identiche, e va bene così.
A volte è più friabile, a volte un po’ più morbida, dipende anche da come mi gira quella giornata. Però quando la taglio e sento profumo di burro e limone, capisco subito se ho fatto le cose con calma o no.
Non è una ricetta da esibire, è una base da rifare spesso. E più la rifai, meno ci pensi… ed è lì che viene meglio.
