La pasta al nero di seppia per me è legata ai pranzi lenti. Quelli senza orari precisi, che finiscono con il pane che gira ancora nel piatto. La prima volta che l’ho cucinata ero un po’ intimidita, lo ammetto. Avevo le mani nere, il lavello pure, e per un attimo ho pensato: “ma chi me l’ha fatto fare?”.
In cucina c’era quell’odore di mare, forte ma buono, e fuori era una di quelle giornate grigie che ti fanno venire voglia di restare dentro. Non è venuta perfetta, anzi, però me la ricordo ancora bene. E alla fine è questo che conta.
Non è un piatto da improvvisare all’ultimo minuto, ma nemmeno una ricetta complicata. Serve solo un po’ di attenzione e la voglia di sporcarsi le mani, anche letteralmente.
Se ti piacciono i primi piatti di mare cucinati con calma, sul blog trovi anche la ricetta di pesce persico.

Gli ingredienti che fanno davvero la differenza
Quando preparo questo piatto cerco sempre di partire da ingredienti semplici e buoni. Il nero di seppia non perdona: se la base non è fatta bene, si sente subito.
Gli ingredienti che uso di solito sono pochi:
- pasta (spaghetti o linguine, a seconda di quello che ho)
- seppie fresche o già pulite
- nero di seppia
- aglio
- olio extravergine d’oliva
- un po’ di vino bianco
- sale
Le seppie sono l’ingrediente più delicato. Se sono fresche, meglio ancora, ma vanno pulite con calma. Io le taglio a striscioline sottili, così restano tenere. Il nero di seppia, invece, va trattato con rispetto: basta poco, ed è lui a dare carattere al piatto. Non serve abbondare, anzi.
L’olio deve essere buono, non troppo invadente. È quello che lega tutto, senza coprire il sapore del mare.

Come la preparo (e perché faccio così)
All’inizio ho sbagliato questo piatto più volte. Io credevo che le seppie sarebbero state più morbide cuocendole troppo a lungo. In effetti, diventavano più rigide e stoppose. Pensavo che fosse colpa della materia prima, ma ero io a essere responsabile.
Ora procedo in questo modo: Inizio facendo insaporire l’olio con uno spicchio d’aglio intero, che tolgo appena comincia a colorarsi. A quel punto aggiungo le seppie tagliate sottili e le lascio cuocere dolcemente, giusto il tempo che rilascino i loro succhi. Quando iniziano a diventare morbide, sfumo con un po’ di vino bianco e lascio evaporare l’alcol.
A questo punto, sciolgo il nero di seppia in un cucchiaio d’acqua calda. Abbasso la fiamma dopo averlo mescolato bene. Il sugo deve cuocere lentamente. La salsa diventa scura e lucida, con un profumo deciso ma non invadente.
La cuocio a parte e la scolo al dente. La metti direttamente in padella con il condimento, se necessario, aggiungendo acqua di cottura. Questa fase è cruciale: La pasta al nero di seppia non deve galleggiare ma deve legarsi al sugo.
L’errore che facevo sempre (e come l’ho risolto)
Per parecchio tempo ho sbagliato proprio sul sale. Mi succedeva spesso di metterlo subito, quasi d’istinto, senza pensare che il nero di seppia è già sapido di suo. Ogni volta il risultato era lo stesso: un piatto troppo forte, che copriva tutto e lasciava in bocca un gusto quasi amaro.
Poi ho capito che il problema ero io. Adesso assaggio sempre verso la fine e aggiungo sale solo se serve, poco alla volta. Sembra una sciocchezza, ma cambia davvero tutto: il sapore resta più pulito e il nero di seppia non sovrasta gli altri ingredienti.
Un consiglio pratico che do sempre, dopo aver combinato qualche disastro: tenere a portata di mano carta da cucina, e se vuoi anche dei guanti. Non sono obbligatori, ma evitano di ritrovarsi la cucina che sembra una scena del crimine.
Una variante che preparo quando voglio semplificare
Quando ho meno tempo preparo una versione più semplice: solo nero di seppia e un filo d’olio, senza seppie a pezzi. È meno ricca, ma comunque molto buona, soprattutto se accompagnata da un’insalata fresca.
Se ti piacciono i primi piatti di mare dal sapore deciso, sul blog trovi anche altre ricette simili. C’è, per esempio, una pasta fredda estiva a base di pesce, oppure piatti più leggeri come l’insalata di farro, che preparo spesso come contorno o piatto unico.
Per restare sul pesce semplice, c’è anche una ricetta di pesce persico adatta alla cucina di tutti i giorni.
Valori nutrizionali indicativi
| Nutriente | Per porzione |
|---|---|
| Calorie | circa 430 kcal |
| Carboidrati | 60 g |
| Proteine | 22 g |
| Grassi | 12 g |
| Ferro | buono |
È un piatto completo, ricco di proteine e minerali. Io lo mangio volentieri a pranzo, magari quando so che la giornata sarà lunga. Sa di mare, ma non appesantisce se non si esagera con l’olio.

Pasta al nero di seppia
Ingredienti
Attrezzatura
Metodo
- Scalda l’olio in una padella ampia e fai insaporire lo spicchio d’aglio. Rimuovilo quando inizia a dorarsi.
- Aggiungi le seppie e falle cuocere a fuoco dolce finché diventano tenere.
- Sfuma con il vino bianco e lascia evaporare completamente l’alcol.
- Sciogli il nero di seppia in poca acqua calda e uniscilo al sugo. Cuoci a fiamma bassa per qualche minuto.
- Cuoci la pasta al dente, scolala e trasferiscila direttamente nella padella con il condimento. Mescola aggiungendo poca acqua di cottura se serve.
Appunti
Domande che mi fanno spesso
Quali sono gli ingredienti per la pasta al nero di seppia?
Servono pochi ingredienti: pasta, seppie, nero di seppia, aglio, olio extravergine d’oliva e poco vino bianco. La semplicità è la chiave. Aggiungere troppo rischia di coprire il sapore principale, che deve restare quello del mare.
Cosa sta bene col nero di seppia?
Il nero di seppia sta bene con ingredienti delicati: aglio, prezzemolo, un filo d’olio buono. Io evito formaggi o spezie forti. Anche una semplice fetta di pane è perfetta per accompagnare il piatto.
Il nero di seppia fa bene o male?
Il nero di seppia è naturale e ricco di minerali, soprattutto ferro. Come tutte le cose va consumato con moderazione, ma non è nocivo. Io lo uso senza problemi, soprattutto nelle ricette tradizionali.
Fonti ufficiali sulla nutrizione.
Conclusione
La pasta al nero di seppia non la preparo spesso, ma quando mi viene voglia so già che devo prendermi il mio tempo. Non viene mai uguale, e sinceramente mi va bene così. A volte è più intensa, altre più delicata, dipende dal nero… e anche da come sono quel giorno.
A casa cucino così, senza troppe regole ma con rispetto per quello che ho nel piatto. È lo stesso spirito con cui nasce Tavolamia. Se ti va, nella pagina Chi siamo raccontiamo proprio questo modo di stare in cucina, semplice e senza pose.
È una ricetta che sporca, è vero. Ma quando restano solo le tracce nere nel piatto e il pane a fare l’ultimo giro, capisci subito che ne valeva la pena.
